«

»

Apr 10

Ancora più Venezia su Google Art Project

A partire da oggi la già ricca collezione di opere d’arte ammirabili su Google Art Project si amplia ulteriormente, includendo alcune delle opere più belle dell’arte veneziana, anche in formato gigapixel.

Le collezioni di Palazzo Ducale, Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento Veneziano e Palazzo Mocenigo – Centri Studi di Storia del Tessuto e del Costume, appartenenti alla Fondazione dei Musei Civici di Venezia, entrano infatti a far parte di Google Art Project.

Venezia diventa così la città italiana con il maggior numero di musei partner di Google Art Project.

Di Palazzo Ducale, vero e proprio simbolo della cultura e dell’arte veneziana, potrete ammirare capolavori straordinari, quali il celebre affresco di Tiziano raffigurante San Cristoforo, le meravigliose tele di Paolo Veronese (Vecchio orientale e giovane donna, Giunone offre a Venezia il corno dogale, L’Apoteosi di Venezia) o il Paradiso realizzato da Jacopo e Domenico Tintoretto, che con i suoi 22 metri di larghezza per 7 metri in altezza rappresenta la tela più grande al mondo.

“Navigando” tra le opere di Ca’ Rezzonico potrete invece immergervi nell’atmosfera e nel gusto del Settecento veneziano, mentre di Palazzo Mocenigo a San Stae, recentemente riaperto al pubblico, avrete modo di ammirare le importanti collezioni di rari tessuti e costumi d’epoca.

Le opere Leone marciano andante di Carpaccio o la veduta del Canal Grande da Ca’ Balbi verso Rialto di Canaletto, sono eccezionalmente disponibili in Gigapixel, il formato ad altissima risoluzione che contiene circa 7 miliardi di pixel e permette così allo spettatore di apprezzare i dettagli della pennellata al di là di ciò che è possibile osservare ad occhio nudo.

Chi di voi volesse esplorare virtualmente le sale di Palazzo Ducale e Ca’ Rezzonico, oggi potrà farlo grazie a Street View, integrato all’interno delle gallerie dedicate a questi due musei e direttamente su Google Maps.

Partite alla scoperta dell’arte e della storia di Venezia su www.google.com/artproject

Scritto da: Luisella Mazza, Google Cultural Institute\n \n