«

»

Giu 23

NASA CASSINI, TITANO: L’ISOLA CHE NON C’ERA

Titano Ligeia MareCredit: NASA/JPL-Caltech/ASI/Cornell

\n

Forse è solo un elemento transitorio ma una nuova misteriosa caratteristica geologica è stata notata dagli scienziati, grazie alle immagini radar della sonda della NASA Cassini, nel Ligeia Mare, il secondo bacino più grande della luna di Saturno, Titano.

\n

Dell’”Isola Magica“, così è stata soprannominata, ne da notizia la rivista Nature Geoscience, sul numero del 22 giugno.

\n

Questa potrebbe essere la prima prova di processi geologici dinamici su Titano:
\n“I liquidi presenti nell’emisfero nord di Titano non sono semplicemente stagnanti ed immutabili, ma subiscono dei cambiamenti”, spiega Jason Hofgartner, studente laureato in scienze planetarie alla Cornell University e autore principale del documento.

\n

Transient features in a Titan sea [abstract]

\n

Titan’s surface–atmosphere system bears remarkable similarities to Earth’s, the most striking being an active, global methane cycle akin to Earth’s water cycle 1, 2. Like the hydrological cycle of Earth, Titan’s seasonal methane cycle is driven by changes in the distribution of solar energy2. The Cassini spacecraft, which arrived at Saturn in 2004 in the midst of northern winter and southern summer, has observed surface changes, including shoreline recession, at Titan’s south pole 3, 4 and equator 5. However, active surface processes have yet to be confirmed in the lakes and seas in Titan’s north polar region 6, 7, 8. As the 2017 northern summer solstice approaches, the onset of dynamic phenomena in this region is expected 6, 7, 9, 10, 11, 12. Here we present the discovery of bright features in recent Cassini RADAR data that appeared in Titan’s northern sea, Ligeia Mare, in July 2013 and disappeared in subsequent observations. We suggest that these bright features are best explained by the occurrence of ephemeral phenomena such as surface waves, rising bubbles, and suspended or floating solids. We suggest that our observations are an initial glimpse of dynamic processes that are commencing in the northern lakes and seas as summer nears in the northern hemisphere.

\n

Titano è la più grande delle 62 lune di Saturno (anche sepiccole lune continuano ad aggiungersi alla lista).
\nNonostante sia più piccola della Terra, ha notevoli somiglianze con il nostro pianeta, con paesaggi quasi familiari dominati, però, da metano ed etano piuttosto che acqua.

\n

La scoperta è avvenuta in pochi giorni, frugando nel catalogo delle immagini della sonda della NASA Cassini (un’operazione che anche a noi è piuttosto familiare!).

\n

La tecnica utilizzata è datata ma efficace: le immagini sono state capovolte, “flippate” nel gergo dell’image processing, per un confronto visivo perché l’occhio umano, in questo modo, nota più facilmente i cambiamenti.
\nIn effetti, posso suggerire un semplice esperimento che potete fare a casa, senza l’utilizzo di computer e programmi di grafica.
\nSe avete un disegno o un quadro, possibilmente un ritratto, mettelo davanti ad uno specchio ed osservatelo riflesso: vi apparirà molto diverso e potrete notare anche eventuali imperfezioni ed asimmetrie mai viste prima. Un trucco suggerito dal mio prof. di ornato al liceo artistico, che ricordo con molto affetto.

\n

Ma torniamo a Titano.
\nL’Isola Magica appare per la prima volta a 78° N, 123° E nel Ligeia Mare, a luglio 2013, per scomparire di nuovo nelle osservazioni successive.

\n

Titano Ligeia MareTitano Ligeia Mare – 26 aprile 2007.Credit: NASA/JPL-Caltech/ASI/Cornell

\n

Titano Ligeia MareTitano Ligeia Mare – 10 luglio 2013.Credit: NASA/JPL-Caltech/ASI/Cornell

\n

Titano Ligeia MareTitano Ligeia Mare – 26 luglio 2013.Credit: NASA/JPL-Caltech/ASI/Cornell

\n

L’evento potrebbe essere legato ai cambiamenti stagionali che, su Titano, hanno tempistiche molto più lunghe rispetto alle Terra (una stagione su Titano dura circa sette anni terrestri) e l’emisfero settentrionale della luna sta passando ora dalla primavera all’estate.

\n

In ogni caso, gli autori del documento ipotizzano quattro possibili cause:

\n\npotrebbero formarsi dei venti nell’emisfero settentrionali, tali da creare onde sul Ligeia Mare che potrebbero essere state scambiate dal radar della Cassini per un’isola fantasma\npotrebbe essere del gas proveniente dai fondali del Ligeia Mare che risale con bolle in superficie\nblocchi sommersi e congelati durante l’inverno potrebbero diventare più vivaci, tanto da risalire in superficie, con l’innalzarsi delle temperature\nnel Ligeia Mare ci potrebbe essere materiale sospeso, né sommerso, né galleggiante, che agirebbe come il limo in un delta terrestre.\n\n

“Probabilmente, molti processi diversi, come il vento, la pioggia e le maree, potrebbe influenzare i laghi di metano ed etano su Titano. Vogliamo scoprire le somiglianze e le differenze dai processi geologici che avvengono qui sulla Terra”, ha detto Hofgartner.

\n

Di Elisabetta Bonora

\n

Fonte:http://www.aliveuniverseimages.com/speciale-missioni/missioni-nel-sistema-solare/cassini/810-nasa-cassini-titano-l-isola-che-non-c-era

\n