Con "To Rome with love" il ritorno di Woody Allen dietro e davanti la macchina da presa.

venerdì 27 aprile 2012 | Letto 415 volte |

Scritto da Marcella Cerciello

Quattro storie s’intrecciano sullo
sfondo di una Roma che fa da cornice barocca al teatrino di personaggi che
irrompono man mano sulla scena. La prima, racconta la storia d’amore tra una
studentessa americana e un giovane avvocato romano, che decidono di far
incontrare i loro diversissimi genitori in vista del loro matrimonio. La
seconda , descrive le bizzarre avventure di una coppia di sposini di Pordenone.
Un trionfo di equivoci porterà la coppia a perdersi, per le vie della “Città
Eterna” e non solo. La terza storia,
narra le turbolenti tentazioni amorose di un giovane studente americano di
architettura verso la maliziosa Monica, migliore amica della sua
ignara fidanzata. In questo piccante percorso
verrà accompagnato dalle raccomandazioni di un famoso architetto , in vacanza
nella Capitale. L’ultima storia, racconta di un uomo qualunque di nome Leopoldo
Pisanello, che viene travolto da un inaspettato ma soprattutto ingiustificato
successo mediatico, vivendo per un attimo quel fugace “sogno americano” che noi italiani siamo
così bravi a dispensare.
Woody Allen torna dietro, ma soprattutto
davanti alla macchina da presa con “To Rome with love”, accompagnato da un cast
tutto “italo-americano”: Alec Baldwin, Roberto
Benigni, Ellen Page, Lina Sastri, Judy
Davis, Riccardo Scamarcio, Penelope Cruz, Alessandra Mastronardi, Jesse Eisenberg.
Un film che unisce la commedia all’italiana alla commedia alla Woody Allen, che
per certi aspetti collide perfettamente, per altri ci lascia perplessi.
Ciò che
collide è sicuramente la comicità: la commedia dell’equivoco è un‘invenzione
tutta italiana e il maestro Woody Allen da sempre ne ha fatto un suo vezzo. Le
battute balbettate e gesticolate (tanto amate e/o odiate) di Allen, lo
etichettano ancora come l’attore non arrugginito, seppur invecchiato, di un
tempo. Strappa il sorriso soprattutto con le sue idee esilaranti, plasmando situazioni
inverosimili: come quella di far
diventare un asso della lirica il suocero, nonostante egli riesca ad esprimere
al meglio le sue doti canore soltanto sotto la doccia e costringendolo quindi,
ad esibirsi mentre si strofina nel box doccia con una spugna, sui più
importanti palchi dell’opera.
La comicità non basta però ad annullare quell’
“effetto clichè” , che come al solito, ci dipinge ad immagine e somiglianza
dello stereotipo; troviamo infatti la mamma
casalinga e provincialotta che difende
il figlio a tutti i costi, oppure l’alta e vuota borghesia da cocktails, o
ancora l’ormai strausato finale alla “vissero cornuti e contenti”. Tutto
ciò, lo abbiamo imparato già dai
cinepanettoni, non fa bene né all’Italia, né agli italiani, chissà se almeno
servirà da monito per sollevare un po’ usi e costumi del “Bel Paese” agli
occhi dell’estero.
Nulla da dire, per quanto
riguarda l’immagine della Capitale, il regista da sempre amante dello Stivale,
ha immortalato cieli limpidi e luminosi, con deliziose sfumature d’azzurro, che
scrutano dall’alto in basso il caos multietnico della “Città Eterna”. Scorci
Mozzafiato rendono giustizia a quella Roma in bianco e nero di “Vacanze Romane” che, nonostante tutto, ci
faceva sognare.
Punto di forza del cast e forse anche dell’intero film è il
Benigni nazionale, perfettamente calzato
nel ruolo del “famoso per caso”, interpretando con ironia e goffaggine l’esaltazione
dell’uomo comune. Peccato invece per le comparse nostrane, tra cui troviamo una
Ornella Muti dilaniata dal botox e un
Antonio Albanese che fa piangere, ma purtroppo non dalle risate.
Un “To Rome with love” che
tornerà a casa con i suoi incassi, ma dovuti
più alla curiosità che alle aspettative del pubblico. Un Woody Allen, lontano
anni luce da capolavori come “Io & Annie” e parecchio distante dallo stile “Match
point” che speriamo riprenda presto. Ma, dopo la Barcellona di “Vicky Cristina
Barcelona” e dopo la Parigi di “Midnight in Paris”, di una cosa dobbiamo ringraziare il regista: senza dubbio,
vedere questo film, farà venire a tutti
(americani compresi) la voglia di un week end nella nostra invidiabile
Capitale.